Molte delle scarpe più iconiche della storia della calzatura non erano state progettate per essere belle, ma per essere funzionali. Per il lavoro, per l’esercito, per andare in barca, per ballare e perfino per riscaldare i piedi dopo aver fatto surf. Senza poi considerare le scarpe disegnate per praticare sport specifici e poi diventate sneaker di moda come le Chuck Taylor All Stars di Converse (nate per il basket). O le Adidas Stan Smith (nate per il tennis). O le Vans Authentic (create per lo skateboarding). Tante, iconiche. Ne abbiamo scelte 10
di Massimiliano Viti
Dr. Martens 1460
Tra la fine del 1959 e l’inizio del 1960, il calzaturificio Griggs di Wollaston, nel Regno Unito, acquista la licenza di una calzatura dotata di una suola con cuscinetto d’aria sviluppata dal medico tedesco Klaus Maertens insieme al suo amico Herbert Funk. Dopo alcune modifiche, il primo aprile 1960 (da qui il numero 1460), viene lanciato sul mercato questo stivaletto. Il nome viene modificato in Dr. Martens, senza la “e” del cognome originale per renderlo più anglofono. Otto buchi per parte per far passare la stringa e pellame color rosso ciliegia. Il modello diventa prima la scarpa preferita di postini e operai, poi un “must” per gli skinhead e per alcuni movimenti della controcultura londinese come punk e ska. La curiosità è che lo stesso modello finisce anche ai piedi della Polizia prima di diventare un fenomeno planetario.
Timberland 6-Inch Boot
Nel 1973, nella tranquilla cittadina di Newmarket, nel New Hampshire, Sidney Swartz, figlio del proprietario di Abington Shoe Company, progetta e realizza uno scarponcino in pelle impermeabile pensato per poter resistere agli inverni rigidi, bagnati e innevati del New England. È pensato come scarpa da hard work, ma per l’opinione pubblica è pura follia: i primi modelli erano alti 8 pollici. Il primo cliente dello Yellow Boot è un italiano e nel 1978 il suo logo a forma di albero è talmente popolare che la famiglia Swartz decide di rinominare l’azienda The Timberland Company. Il modello spopola in Italia, poi in Europa e negli anni ’90 triplica le vendite. “L’umile stivale giallo” era ormai icona di stile perché anche gli artisti hip-hop statunitensi avevano cominciato a calzarlo.
Desert Boot Clarks
Nel 1941, Nathan Clark, arruolato nell’esercito britannico, viene spedito in Birmania. Qui nota alcuni ufficiali indossare modelli non convenzionali di calzature. Prende un giornale e, con la carta, ritaglia un modello che spedisce al calzaturificio di famiglia a Street, nel Somerset. Ma il progetto viene bocciato. Tornato in Inghilterra, Nathan non si arrende e inizia a sperimentare i materiali più adatti per fabbricarlo. Il suo primo desert boot viene presentato alla fiera della calzatura di Chicago, nel 1949. La perseveranza di Mr. Clark è la strategia più giusta, perché verso la metà degli anni ’60, “le Clarks” diventano popolari in Inghilterra e poi in tutto il mondo.
UGG Classic Boot
Nel 1978, il giovane surfista australiano Brian Smith cambia vita e si trasferisce in California. Qui nota che i suoi amici surfisti non indossano stivali in montone per riscaldarsi i piedi una volta usciti dall’acqua come fanno gli australiani. Allora Brian lavora senza sosta per trasformare in realtà la sua idea audace e innovativa e propone questo prodotto a 150 negozi della California meridionale. Gli sbattono tutti la porta in faccia. Allora decide di fare da sé. Piazza il suo furgone sulla spiaggia di Malibù e lo trasforma in un punto vendita. Gli stivali di Brian diventano presto popolari e nel giro di un decennio arrivano ai piedi delle celebrità.
Sperry Top-Sider
Dopo troppe scivolate sul ponte bagnato della sua barca Sirocco. Paul Sperry inizia a pensare alla soluzione. In una nevosa mattinata del 1935, porta a spasso il suo cocker spaniel, Prince, e nota che il cane rimane stabile. Scopre delle crepe nelle zampe di Prince e decide di riprodurle nella suola di una scarpa, incidendo delle scanalature nella gomma. La sua prima scarpa da ponte antiscivolo al mondo debutta nel 1935. Le scarpe hanno un successo immediato. Nel 1937 debutta la versione in pelle, ora conosciuta come Authentic Original. Nel 1939 Sperry brevetta la sua suola antiscivolo e nel 1940 gli Stati Uniti adottano le scarpe Sperry come calzatura standard per l’uniforme casual della Marina statunitense. Un altro anno importante è il 1987: Sperry è il fornitore ufficiale per il team velico statunitense che riconquista l’America’s Cup.
Le Ballerine
Siamo a metà del 1700 e alla ballerina francese Marie Anne de Cupis de Camargo, detta “La Camargo”, viene l’idea di rimuovere il tacco per rendere le sue scarpe da ballo più adatte alla danza. Ma il primo calzolaio a introdurre nel mercato le ballerine è il russo Jacob Bloch, che agli inizi degli anni Trenta, dopo il trasferimento in Australia e, infine, a Londra, comincia a realizzare scarpe da danza su commissione. Il passo decisivo arriva nel 1947 in Francia, quando Rose Repetto (di origini italiane), per soddisfare le richieste di suo figlio, il ballerino e coreografo Roland Petit, presenta una versione più comoda e più adeguata alla danza delle Ballerine. Poi è il brand specializzato Capezio a renderle esteticamente migliori. Il modello conquista il mercato quando le ballerine sono indossate dalle star del cinema hollywoodiano: da Brigitte Bardot a Audrey Hepburn.
Birkenstock Madrid
Grazie al sandalo Madrid, lanciato negli anni ’60, Birkenstock fa il suo ingresso nel mondo della moda, conquistando un pubblico sempre più ampio. Il marchio tedesco presenta il modello Madrid alla fiera della calzatura del 1963 a Düsseldorf. Ha un plantare flessibile in sughero e lattice e un semplice cinturino regolabile. È un sandalo all’avanguardia che non ha un successo immediato. Ma non passa molto prima che il “sandalo da ginnastica” raggiunga il successo. Sarà definito così perché, camminando, l’aderenza delle dita fa sì che piede e muscoli della gamba siano attivi. Il design semplice e funzionale lo ha reso un’icona della cultura hippie e, successivamente, un must-have per gli amanti dello stile casual e informale. Non solo: è stato riletto recentemente da molte griffe del lusso.
Crocs Classic Clog
Le Crocs Classic Clog nascono nel 2002 in Colorado, ideate da Scott Seamans, Lyndon Hanson e George Boedecker Jr. come calzature da barca antiscivolo, leggere e resistenti agli odori, realizzate nell’innovativo materiale in resina Croslite. L’impermeabilità del Croslite, inoltre, impedisce anche l’assorbimento di sudore o la stagnazione dell’acqua, rendendo dunque impossibile la nascita di batteri, odori e anche l’usura di solito portata dall’umidità. Le prime 200 paia sono presentate (e vendute) al Fort Lauderdale Boat Show. La loro iniziale destinazione sono i deck delle barche. La leggerezza, così come resistenza e impermeabilità, oltre che la facilità di lavaggio erano caratteristiche pensate per il mondo del sailing. Nonostante l’estetica controversa, il comfort eccezionale le ha trasformate in un fenomeno globale, icona di moda funzionale e versatile.
Salomon XT-6
La storia di questa sneaker è particolare. Viene lanciata nel 2012 come scarpa da trail running ad alte prestazioni per atleti d’élite. Inizialmente ha un piccolo successo grazie agli appassionati, ma poi l’appeal si smorza e la sneaker viene gradualmente dimenticata e rimossa dal mercato. Tant’è che nel 2016 lo stampo sta per essere distrutto. Il neoassunto Jean-Philippe Lalonde, fashion program manager di Salomon, si oppone e comincia a sviluppare diversi design, in vari colori. Nell’autunno del 2018, l’XT-6 ritorna nei negozi e è improvvisamente indossata da artisti di fama mondiale come Rihanna, Pusha-T e Dev Hynes. La sua popolarità cresce tra il 2022 e il 2023. La scarpa viene avvistata sui sentieri, ma anche nei bar, nelle gallerie d’arte e ai festival musicali. Il suo fascino risiede nella sua versatilità. Funzionale e (ora) alla moda.
Espadrillas
Le espadrillas hanno una storia millenaria che le ha trasformate da semplici calzature per contadini a icone dell’alta moda mondiale. Al di là dei ritrovamenti preistorici, è nel Medioevo che appare il nome “alpargata”, che deriva dall’arabo ispanico alparḡát e significa “oggetto fatto con rametti”. Nel XIV secolo, le espadrillas diventano le calzature di contadini e agricoltori in Spagna grazie alla loro suola resistente, traspirante e comoda, che le rendono ideali per il lavoro quotidiano. Nel XV secolo, l’espadrilla si raffina, guadagnando popolarità anche nell’alta società come alternativa alle scarpe in cuoio. E nei secoli XVIII e XIX viene indossata perfino dai militari spagnoli. Successivamente arrivano ai piedi di pittori, scrittori, intellettuali e star di Hollywood. Nel 1972, il grande salto con Yves Saint Laurent che incontra Isabel e Lorenzo Castañer a Parigi e commissiona loro il primo modello di espadrillas con la zeppa. Questa innovazione proietta la scarpa sulle passerelle dell’alta moda.
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