Matthieu Blazy debutta da Chanel con delle borse “malconce, schiacciate e amate”. La moda sposta l’accento su soluzioni creative che valorizzano concetti come la durabilità e l’autenticità. Un fenomeno che rilegge i codici del second hand e sta modificando i modelli di consumo
di Massimiliano Viti
Per il suo debutto da Chanel, il direttore creativo Matthieu Blazy ha esibito in passerella borse modello 2.55 che, secondo le note della sfilata, erano “malconce, schiacciate e amate”. Lo stilista ha spiegato ai giornalisti che quelle borse dovevano sembrare “come se fossero state a una festa a Pigalle”. Nella collezione maschile Autunno/Inverno 2026, Prada ha fatto sfilare capi che presentavano macchie, ingiallimenti e abrasioni. Ma cosa sta succedendo alla moda di lusso? Un tempo era sinonimo di perfezione, e indossare abiti nuovi era simbolo di agiatezza economica. Ora – forse – non è più così.
Così cambiano i modelli di consumo
Chi frequenta abitualmente i mercatini dell’usato non è più ai margini della moda come accaduto per decenni. Oggi ne è protagonista assoluto, grazie alla crescente popolarità del second hand. Indossare un indumento usurato, un jeans logoro non è più indice di povertà, ma di chi ha capito da che parte sta andando la moda. Perché acquistare abbigliamento consunto è un atto di ribellione verso lo shopping compulsivo e l’ultra fast-fashion. È un allontanamento dalla perfezione per dire: “Io non voglio essere bello, ma interessante”. Questo significa che stanno cambiando i modelli di consumo, perché, specie i più giovani, valorizzano la durabilità e l’autenticità rispetto alla novità.
Il massimo status symbol
“Stiamo assistendo anche a un allontanamento dalla novità ostentata. Una borsa malconcia è diventata il massimo status symbol” afferma al South China Morning Post Lisa Anderson, fondatrice della piattaforma di rivendita PLC (Pre Loved Closet). “Una borsa firmata consumata trasmette qualcosa di molto diverso rispetto all’estetica immacolata e nuova di zecca che siamo stati tutti condizionati a perseguire. C’è una disinvoltura e una sicurezza in essa. Dice che questo pezzo ha vissuto una vita: è stato comprato per essere usato, non solo esposto”. Infine, occorre considerare come l’ascesa del second hand abbia contribuito a rendere normale l’idea che la bellezza e il valore del prodotto non siano legati solo alle sue condizioni di (presunta) perfezione.
Decoding Luxury
Che stiano cambiando i criteri di acquisto emerge anche dal report Decoding Luxury: The 2025 Consumer Edit pubblicato da Farfetch sulla base di un sondaggio condotto tra 1.935 consumatori di lusso nel Regno Unito. Cosa ci dice il report? Semplice: i consumatori attribuiscono sempre più importanza alla versatilità e alla durata e investono in prodotti che possono essere indossati in diverse occasioni e contesti. Qualità, adattabilità e design coesistono con il legame emotivo e l’espressione personale ovvero la formula del valore. L’89% degli acquirenti di lusso dà la priorità alla versatilità quando acquista moda di fascia alta. Scarpe, borse e accessori dominano i guardaroba di lusso, in quanto capaci di offrire visibilità e praticità. Scarpe (47%), borse (42%) e accessori (37%) sono capaci di impreziosire gli outfit di tutti i giorni pur rimanendo funzionali e sono prodotti che durano nel tempo. Il 71% degli intervistati afferma che la sostenibilità influenza le proprie decisioni di acquisto, soprattutto quando si tratta di comprare meno, ma meglio. Il guardaroba si sta rimpicciolendo. La maggior parte degli acquirenti intervistati possiede solo 2-5 capi di alta moda.
L’età della consapevolezza
Secondo Farfetch, il prossimo capitolo del lusso sarà caratterizzato dalla consapevolezza: dare priorità alla qualità, alla rilevanza e al modo in cui i capi si integrano nei guardaroba reali. “Il luxury -fashion non sta perdendo rilevanza, ma sta diventando più consapevole”, afferma Doralice Belli, responsabile del merchandising della piattaforma online. “Soprattutto per gli acquirenti più giovani – prosegue Belli – il lusso viene visto come un investimento, in cui qualità, durata e potenziale di rivendita contano tanto quanto il design. Allo stesso tempo, i consumatori più anziani continuano ad attribuire un forte valore emotivo al lusso, scegliendo capi che hanno un significato personale o riflettono preferenze di lunga data. Nel complesso – conclude la responsabile del merchandising di Farfetch – intravediamo un futuro in cui i guardaroba di lusso saranno probabilmente più ponderati e personali. I consumatori stanno creando collezioni più funzionali, più durature e che si sentono genuinamente in sintonia con il loro modo di vivere e di vestirsi”.
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