Non si parla d’altro: Chanel e Dior riaccendono la moda. Dal copri-tallone mandato in passerella da Matthieu Blazy fino al nuovo storytelling di Jonathan Anderson, le maison francesi sono tornate in grande spolvero. C’entrano anche i prezzi (più bassi), le file fuori dai negozi e un rinnovato desiderio
di Domenico Casoria
Dopo la prima Cruise presentata a Biarritz da Chanel lo scorso 28 aprile, i social sono esplosi. Il motivo? Un copri‑tallone a forma di conchiglia, una scarpa senza scarpa presentata da Matthieu Blazy e perfettamente inserita in una collezione che si ispirava alla località sulla costa francese da cui era partita una buona parte della carriera di mademoiselle. Tutti sono andati in visibilio per un pezzo che non finirà mai in produzione, e di conseguenza, nelle boutique. Eppure, racconta molto del rinnovato interesse intorno a Chanel. Ma quali sono i motivi?
Chanel e Dior riaccendono la moda
Intanto il talento di Matthieu Blazy, capace di togliere quelle due o tre dita di polvere che si erano formate sul marchio lasciando entrare aria nuova. Unito a una profonda comprensione dei codici, trasportati nella contemporaneità senza nostalgia. Il copri‑tallone ha funzionato come un segnale: Blazy ha riportato Chanel in una zona di freschezza che mancava. Biarritz, per lui, è stata una chiave. Coco Chanel aveva colto l’eleganza dei francesi in villeggiatura, Blazy ha scelto spiagge più contemporanee, immaginando un guardaroba giovane e adatto alla vita reale. Un passaggio che ha rimesso in moto il desiderio. In più, e questa non è ormai una novità, Chanel è forse uno dei pochi marchi capaci di riportare i clienti in negozio.
Sono tante le testimonianze delle lunghe file fuori dalle boutique, così come gli scaffali assaltati per accaparrarsi questa o quella scarpa bicolor rivisitata. Proprio sulle scarpe, tra l’altro, la maison ha messo a punto una nuova strategia prezzi: meno alti del solito, più da “entry level”, più adatti al nuovo target di riferimento. Senza, per questo, perdere il vecchio: più in linea (anche economicamente parlando) con i prodotti più costosi. Anzi, allargando. Chanel non possiede una linea uomo ma online sono tanti gli apprezzamenti da parte degli utenti maschili che vedono nella direzione di Blazy una nuova fucina di riferimenti. Una strategia, forse, che mai si era vista da Chanel. Un marchio così tanto strutturato che ha dato carta bianca a un giovane creativo, senza quindi mettergli paletti.
Il riconoscimento
Il primo trimestre 2026 del Lyst Index, la classifica che identifica i brand e i prodotti di moda più “hot”, insomma, più desiderabili, ne ha anche fatto una fotografia nitida. Non solo Chanel è entrato per la prima volta in classifica, ma è subito balzato al primo posto. Exploit condiviso con Dior, l’altra maison ormai al centro della scena mai in lista e salito al terzo posto. Le nomine di Blazy e Jonathan Anderson sono state quasi parallele e hanno alimentato un’aspettativa precisa: capire come due creativi così diversi avrebbero riscritto il vocabolario del lusso. Dopo l’esperienza da Loewe, da Anderson ci si aspettava un approccio più onirico. Anderson ha, invece, innestato Dior con richiami alle sue origini nordirlandesi, con l’arte, con la letteratura, con i luoghi che hanno formato l’identità del fondatore della maison, riletti attraverso nuove proporzioni e un tono più giocoso.
Un nuovo stile
Il tutto, anche questa volta, declinato sugli accessori. Comprensibile, visto che sono quelli che più avvicinano i potenziali nuovi clienti. Per esempio, Anderson si è focalizzato sulle borse, introducendone una nuova a forma di fiocco. Per non parlare della rilettura dell’iconica Lady Dior o della tote bag, ritornata sulla scena in colori accesi tipo rosa e giallo e arricchita da citazioni letterarie. Anderson si è anche misurato con l’estetica maschile (Dior possiede una linea uomo), ormai di grande tendenza online visto le campagne dal sapore retrò. A riprova di tutto, tra l’altro, le creazioni di entrambi hanno praticamente cannibalizzato le uscite durante l’ultimo Met Gala di New York. E così sembra che Chanel e Dior siano tornati a parlare la lingua del desiderio.
Foto Chanel e Dior
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