Allbirds nasce nel 2016 producendo scarpe e basandosi su un progetto d’impresa supergreen. Dieci anni dopo, il brand comunica di aver stipulato un accordo per la cessione della sua proprietà intellettuale ad American Exchange Group. In pratica: Allbirds non è un più marchio di sneaker sostenibili e si è trasformata in una tech company
di Massimiliano Viti
“Allbirds è stata fondata per aiutare la natura a riprendersi. È davvero così semplice” è lo slogan che il sito web ufficiale del marchio di calzature attribuisce al suo co-fondatore, Tim Brown. Ad aprile 2026, però, Allbirds ha cambiato direzione diventando una tech company, rendendo di fatto questa dichiarazione senza valore. Evidentemente, non è stato così semplice come diceva Brown.
Allbirds diventa una tech company
Il 30 marzo 2026, Allbirds comunica di aver stipulato un accordo per la cessione della sua proprietà intellettuale ad American Exchange Group per 39 milioni di dollari (meno dell’1% della sua precedente valutazione di 4 miliardi). La teleconferenza sui risultati del quarto trimestre del suo anno fiscale prevista per il giorno dopo viene annullata. Il 7 aprile, come se niente fosse, l’azienda comunica la collaborazione con Pantone per il lancio di una nuova collezione di scarpe.
Il 15 aprile arriva la notizia shock: Allbirds non è più un marchio di sneaker sostenibili che ha spopolato tra i millennial della Silicon Valley. Si è reinventato come una tech company che vuole inseguire il boom dell’Intelligenza Artificiale. D’ora in avanti si chiamerà NewBird AI, diventando la prima società della storia che nel settore calzaturiero compie questa trasformazione. Come siamo arrivati qui?
Volevamo essere supergreen
Allbirds è un marchio calzaturiero fondato nel 2016 dall’ex calciatore neozelandese Tim Brown e dall’ingegnere industriale americano Joey Zwillinger. Il brand diventa noto per la sua mission di produrre scarpe sostenibili con materiali ecocompatibili: lana merino, fibra di eucalipto e canna da zucchero. La popolarità cresce in fretta e in modo esponenziale. Le Allbirds diventano le scarpe più in voga della Silicon Valley, finendo ai piedi di molte celebrities tra cui, nel 2020, Barack Obama. Nel novembre 2021, Allbirds si quota in Borsa, le sue azioni valgono 15 dollari e la capitalizzazione arriva a circa 4 miliardi di dollari. Nel 2022 le vendite raggiungono un picco di 297,8 milioni di dollari. Poi il crollo.
Il crollo
Troppi investimenti convogliati per aprire negozi. La qualità dei prodotti percepita dai consumatori si abbassa. La concorrenza cresce. Il titolo precipita inesorabilmente fino a toccare quota 2,49 dollari. Allbirds perde il 99% del proprio valore di mercato, prima dell’improvviso cambio di direzione. Cambio di direzione che – se può essere condivisibile da un punto di vista finanziario e di business, visto che l’imprenditore persegue il profitto per definizione – ha suscitato molti dubbi e critiche nel mondo ambientalista, cioè da tutto quel mondo che aveva preso Allbirds come punto di riferimento della sostenibilità.
Il marchio, infatti, aveva attirato investitori, ricevuto capitali, conquistato clienti e mercati proprio per l’idea green che aveva alla base. Tutto svanito: dallo scorso 15 aprile Allbirds ha abbandonato sia la mission per il quale era stato creato sia la sua attenzione ambientale, che ora appare incompatibile con quella per l’Intelligenza Artificiale.
And now?
Il portale FastCompany mette in evidenza la situazione in cui si è venuta a trovare Maveron, società di venture capital tra i primi finanziatori di Allbirds. Tuttora è uno dei suoi maggiori investitori e ha sempre lodato gli sforzi del marchio in materia ambientale. E ora? Liza Moiseeva, responsabile marketing di Commons (app fintech che aiuta le persone a spendere in modo più sostenibile), vede questo cambio di rotta dell’ex società calzaturiera come parte integrante dell’allontanamento dalle questioni ambientali innescato dall’amministrazione Trump.
“Nell’attuale contesto sociopolitico, la parola sostenibilità sta diventando una sorta di parola negativa. Allbirds non è la prima azienda focalizzata sulla sostenibilità a fallire”. Il portale cita il marchio di intimo Parade, il brand di scarpe Nisolo e quello di valigeria Paravel. Tutte aziende certificate B Corp.
Addio mission green
Il marchio Allbirds resterà sul mercato attraverso American Exchange Group, ma il suo impegno in campo ambientale non avrà un seguito. Come ha fatto notare su LinkedIn Jennifer Wilkins, scrittrice specializzata in economia, “American Exchange Group non è una società di pubblica utilità”. La missione di sostenibilità di Allbirds, quindi, “non è più un vincolo normativo integrato nella struttura aziendale”. Qui si apre un altro interessante capitolo. Mentre Allbirds si è quotata in Borsa, esponendosi alle fluttuazioni del mercato, il marchio Patagonia, che non ha mai ricevuto finanziamenti da venture capital e non è quotata in Borsa, è riuscita a preservare e persino a consolidare la propria missione ambientale.
“Il caso Allbirds – afferma Wilkins – dimostra che la sostenibilità aziendale non riguarda solo la produzione a basse emissioni di carbonio. Riguarda anche il modo in cui la proprietà aziendale si comporta in condizioni di capitale mutevole”. Ora resta da vedere se NewBird AI riuscirà a passare con successo dalla vendita di sneaker alle attività connesse con l’Intelligenza Artificiale pur essendo un’azienda piccolissima in un settore dominato da giganti. Ma al di là di questo, resta il fatto che Allbirds ha tradito la fiducia della propria community fatta di investitori e clienti sensibili alle questioni ambientali.
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