Il domani di Uniqlo U e l’eredità stilistica dopo dieci anni

Dopo dieci anni, la linea Uniqlo U saluta i suoi storici direttori creativi Christophe Lemaire e Sarah-Linh Tran con la collezione autunno-inverno 2026. Ripercorriamo l’epopea del laboratorio di Parigi nato per rivoluzionare il concetto di abbigliamento essenziale fondendo alta moda e accessibilità. Tra l’eredità del duo parigino e le incognite sul futuro del marchio, Uniqlo U ha dato una bella sferzata al guardaroba urbano

di Domenico Casoria

 

Per un decennio intero ha rappresentato il punto d’incontro perfetto tra l’accessibilità del fast fashion superior e l’eleganza sofisticata dell’alta moda. Nata dalla visione di Christophe Lemaire e Sarah-Linh Tran, la sotto-linea Uniqlo U sta però per vivere uno snodo storico. La presentazione della collezione autunno-inverno 2026, intitolata non a caso “Confidence in Form”, ha rappresentato il momento d’addio dei due direttori creativi guidando l’etichetta verso la conclusione del suo primo storico capitolo. L’avventura ha preso forma nel centro di ricerca e sviluppo di Parigi, dove i due stilisti hanno plasmato un linguaggio estetico autonomo e riconoscibile. L’obiettivo, infatti, non era inseguire i ritmi della moda veloce, ma fondare più concetti insieme.

Le caratteristiche

Capi essenziali pensati per resistere al tempo, elevati da uno studio su volumi, geometrie e colori mai scontati. L’uscita di scena del duo coincide insomma con una proposta che ne riassume la filosofia. Giubbotti ben definiti, abiti in satin fluido, capospalla imbottiti dall’architettura rigorosa e tocchi di colore più accesi per il guardaroba maschile. Un minimalismo maturo (e per certi versi più occidentale) che mette al centro la concretezza della vita quotidiana.

Il contesto

Per comprendere il successo di Uniqlo U bisogna però guardare all’evoluzione del colosso nipponico. Fondato come negozio da uomo ad Hiroshima negli anni Cinquanta e ribattezzato Uniqlo negli anni Ottanta, il marchio ha basato il successo globale sul concetto di lifewear. Abiti funzionali e accessibili. Negli anni l’azienda ha affinato la formula collaborando con grandi nomi, da Jil Sander fino al sodalizio con Lemaire. Uniqlo U ha invece intercettato il desiderio globale di un’eleganza più contenuta. E sebbene questa sembri la fina, l’eredita stilistica, la cura sartoriale e l’attenzione ai tagli sviluppate in questo decennio non andranno perse. Rimane però la domanda su quale direzione prenderà la linea dal prossimo anno. L’azienda sceglierà una nuova guida creativa esterna di grande richiamo, oppure preferirà affidare l’evoluzione delle collezioni alla squadra d’atelier cresciuta a Parigi in questi anni? Qualunque sia la scelta, comunque, l’esperienza che porta la firma del duo lascia un segno indelebile. La dimostrazione tangibile che un abbigliamento ben progettato e di qualità può e deve essere accessibile a tutti. Senza perdere un briciolo di appetibilità.

Foto dal sito di Uniqlo U

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