Steph Curry affida il suo brand a Li Ning: sarà un altro splash?

La stella dei Golden State Warriors sceglie i cinesi di Li-Ning per promuovere il suo marchio, Curry Brand. Il contratto va oltre la semplice sponsorizzazione o essere testimonial: è un progetto che va oltre lo sport, chiama in causa il lifestyle e potrebbe metter in discussione gli  equilibri del mercato sportivo

di Massimiliano Viti

 

Con Li-Ning, Curry ha realizzato l’ennesimo canestro da 3 punti? E Li-Ning ha trovato lo strumento dirompente per espandersi all’estero, oltre i confini cinesi? Sarà uno splash (il suono della retina del canestro quando il pallone entra senza toccare l’anello) o un flop? Lo sapremo tra qualche anno, quando la stella dei Golden State Warriors avrà smesso di giocare a basket e si darà a tempo pieno al golf. Intanto, però, il matrimonio tra il brand cinese e il campione NBA oltre che inaspettato, sta facendo discutere per come potrebbe scardinare gli equilibri del mercato sportivo.

400 milioni di dollari

Sulla carta, vista la carriera di Curry, l’accordo potrebbe funzionare con reciproche soddisfazioni, nonostante la reazione del mercato azionario all’indomani dell’annuncio non sia stata euforica, tutt’altro. Gli investitori guardano l’onerosità di un contratto decennale da oltre 400 milioni di dollari e l’incertezza sui futuri ritorni commerciali della partnership. Intanto, però, in un contesto geopolitico internazionale fragilissimo e nel bel mezzo di una guerra commerciale tra USA e Cina, l’accordo di Steph Curry con Li-Ning, ha scosso il mercato della sneaker sportiva.

Steph Curry affida il suo brand a Li Ning

Il campione statunitense (38 anni) in NBA ha indossato Nike fino al 2013, per poi diventare il simbolo di Under Armour per i successivi 12 anni, arrivando nel 2020 a lanciare il marchio autonomo Curry Brand. Nel novembre 2025 le parti hanno annunciato la fine (anticipata) della loro relazione. “Curry aveva ricevuto offerte finanziarie simili da altri marchi, tra cui almeno una più vantaggiosa, ma ha scelto Li-Ning per promuovere il suo marchio Curry Brand” scrive ESPN.

Li-Ning è un marchio che ha sede a Pechino, gestisce 7.600 negozi in Asia e fattura 4,3 miliardi di dollari (dato 2025), di cui oltre il 98% incassati sul mercato domestico. Nel 2012, un’altra stella del basket NBA, Dwyane Wade, lasciò Jordan Brand per firmare con Li-Ning. Il risultato fu la linea Way of Wade (WoW), diventata una delle collezioni di basket più rispettate, tecnologicamente avanzate e culturalmente rilevanti al mondo. Ma nonostante questo, le vendite all’estero non sono mai decollate. Li-Ning ha arruolato anche altri due giocatori NBA: Jimmy Butler e CJ McCollum. Ma con Curry siamo a un altro livello. Curry è, con ogni probabilità, l’atleta straniero più popolare in Cina oggi. È un’icona generazionale planetaria e può davvero conferire al brand cinese quel capitale culturale necessario per poter sfondare all’estero.

Perché proprio Curry?

L’accordo rappresenta uno degli ingaggi internazionali più importanti nella storia dei marchi cinesi di abbigliamento sportivo. In precedenza, Anta aveva ingaggiato Klay Thompson e Kyrie Irving, e 361 Degrees aveva firmato con Aaron Gordon, tutti della NBA. Ma perché Li-Ning ha deciso di puntare su un atleta a fine carriera? È chiaro che, con un contratto decennale, la scommessa non è sul passato di Curry, bensì su ciò che potrebbe diventare dopo il ritiro. Secondo alcune fonti raccolte da Ladymax, Li-Ning ha garantito a Curry un minimo di 30 milioni di dollari l’anno in compensi per le sponsorizzazioni, oltre a commissioni sulle vendite del marchio Curry e pacchetti azionari. Oltre al basket, la collaborazione prevede diversi settori: prima di tutto, leisure e golf. Non solo: l’accordo prevede la possibilità di ingaggiare altri atleti per il marchio Curry Brand.

Un progetto a lungo termine

Li-Ning, dunque, vuole sfruttare il valore commerciale dell’atleta dopo il ritiro e per gli anni successivi. Il pensiero va subito a Michael Jordan. Il suo brand guadagna molto di più oggi rispetto a quando MJ giocava. Un altro caso è quello della leggenda del tennis Roger Federer con On. Questi esempi ci portano a riflettere che col passare del tempo l’influenza degli atleti si è allontanata dai campi di gioco. I consumatori non sono più interessati solo alla loro prestazione sportiva, ma anche a ciò che indossano, come vivono, cosa fanno oltre lo sport. Se in passato i marchi sportivi investivano sugli anni migliori della carriera di un atleta, oggi iniziano a investire sul suo potenziale per i decenni successivi.

Forse è proprio questa la motivazione che ha spinto Curry a firmare con Li-Ning, piuttosto che con Nike o Adidas. Con il marchio cinese, Curry ha più libertà di movimento e maggior potere, soddisfacendo la visione stessa che ha di sé quando non giocherà più con la maglia numero 30 dei GSW. Ecco perché, secondo alcuni esperti del settore, l’aspetto più importante dell’accordo tra Li-Ning e Curry non è il basket: è il golf e, come conseguenza, il lifestyle. Il marchio cinese supporterà il fuoriclasse del basket nel trasformarsi da stella della palla a spicchi a icona di lifestyle a tutto tondo: un idolo contemporaneo poliedrico. Per Li Ning, si tratta di un’opportunità imperdibile. Per Steph Curry l’ennesima sfida da non perdere.

Immagini tratte dal profilo Instagram di Steph Curry

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