Abitare cultura: da Chiuri a Chanel, la moda fonde cinema e teatro

La moda continua ad investire nella cultura per restituire spazi vivi alle città. Chanel ha da poco riaperto il cinema parigino Le Saint Germain des Prés. L’anno scorso, a Roma, Maria Grazia Chiuri ha invece ridato vita al Teatro della Cometa. Due modi per restituire valore al passato

di Domenico Casoria

 

Non si tratta solo di mecenatismo, e non si tratta nemmeno soltanto di occupare spazi tradizionalmente presi in prestito da altri. Da qualche anno a questa parte la moda ha iniziato a guardare sempre più fuori dal suo raggio d’azione. Scegliendo l’arte, le fondazioni, la musica, il balletto. E adesso sono arrivati cinema e teatro. Non solo come forma ma come sostanza, come luoghi da salvare per permettere a tutti di abitare cultura. L’ultima a farlo è stata Chanel, che ha riaperto Le Saint Germain des Prés, storico cinema d’essai parigino situato proprio nel centro pulsante della Rive Gauche. Ma non è l’unico esempio. L’anno scorso Maria Grazia Chiuri, attuale direttrice creativa di Fendi ed ex Dior, ha comprato, restaurato e riaperto il piccolo Teatro della Cometa, a Roma. Per farlo tornare agli antichi splendori.

Abitare cultura: Parigi

Negli ultimi mesi, Le Saint Germain des Prés ha ripreso a respirare. La sala, che era rimasta per anni in una specie di sospensione, è tornata a illuminarsi grazie all’intervento di Chanel, che non si è limitata al mero restauro. Il marchio francese ha infatti rimesso in piedi un modo di fruire il cinema. Fatto di programmazioni costruite come percorsi, film che dialogano tra epoche diverse e registi che tornano a incontrare il pubblico senza filtri nel buio della sala. Tutto riportato a una dimensione più concreta, forse più quotidiana, e senza l’enfasi degli annunci. La maison, tra l’altro, ha accompagnato la riapertura con l’anteprima del nuovo film di Bertrand Mandico, Roma Elastica, presentato a Cannes e riportato a Parigi per l’occasione.

Marion Cotillard, da sempre musa del marchio e volto della maison, è infatti salita sul palco per parlare del film insieme al regista, in un confronto diretto, quasi primordiale, moderato da Ramata-Toulaye Sy. Insomma, nessuna celebrazione e nessuna passerella, ma solo cinema che torna nel luogo al quale appartiene. Tra l’altro, “l’intervento” racconta tanto del legame tra Chanel e il cinema. Fin dagli anni Trenta, mademoiselle aveva intuito che il cinema avrebbe cambiato il modo di guardare le donne, e aveva scelto di entrarci vestendo attrici, sostenendo registi, muovendosi tra set e amicizie creative. Cocteau, Visconti, Malle, Resnais e non solo. La Nouvelle Vague, per esempio, aveva trovato in lei una complice piuttosto esperta.

Abitare cultura: Roma

E così, mentre il cinema parigino ritrova il suo pubblico, in un’altra capitale europea, a Roma, il Teatro della Cometa ha ricominciato, già da qualche mese, a ospitare compagnie, testi nuovi, progetti che altrove non avrebbero trovato spazio. Nel 2020 Chiuri ha acquistato il teatro insieme alla famiglia Rachele Regini, e nel 2025, dopo un restauro supervisionato proprio da lei, ha riaperto lo storico salotto della contessa Mimì Pecci Blunt inaugurato nel 1958.

I lavori di ristrutturazione affidati all’architetto Fabio Tudisco e al designer Andrea Panzini sono partiti dal progetto originale e dai bozzetti del teatro, oltre al boudoir dove la contessa riceveva artisti e musicisti per i suoi concerti da camera. Un recupero (ormai di nuovo in piena attività) a tutti gli effetti culturale. Per restituire agli appassionati un pezzo di storia romana. Due luoghi diversi tra di loro, in due città che non potrebbero essere così diverse, ma lo stesso punto di partenza. Riportare la cultura in luoghi che la sanno contenere e che avevano smesso di farlo.

Foto Teatro della Cometa e Chanel

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